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Franco Nembrini ci introduce alla lettura della Divina Commedia - Dante, poeta del desiderio: un approccio originale al grande poeta italiano

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02.04.2012

Come sapete dalle precedenti notizie, Maksora ha indetto un concorso per gli studenti dell’NGU e dell’NGPU: in palio, la possibilita’ di vincere una borsa di studio “tutto compreso” per un corso di lingua italiana in Italia e per ottenerla chi desidera partecipare dovra’ scrivere un lavoro sulla Divina Commedia. Un lavoro originale pero’, non accademico, senza notizie generali sul poeta o sulla sua opera, ma che descriva il proprio personale incontro con personaggi o episodi della Divina Commedia.

Per introdurre il concorso, abbiamo invitato Franco Nembrini, insegnante di storia e letterature italiana in un liceo lombardo e autore di quattro libri sulla Divina Commedia.

Cosi’ il 27 e il 28 marzo, rispettivamente presso l’NGU e l’NGPU, si sono svolte due lezioni sul tema. Le due Universita’ hanno accolto il prof. Nembrini calorosamente, sospendendo le lezioni in modo da permettere a chi lo desiderava di partecipare, mettendo a disposizione le aule e pubblicizzando l’iniziativa presso gli studenti. Che non ci hanno deluso, e hanno partecipato in un centinaio.

All’NGPU una studentessa ha introdotto l’incontro recitando una parte del famoso canto su Paolo e Francesco, e Franco ha molto apprezzato.

Durante le due lezioni Franco ci ha introdotto alla Divina Commedia, innanzitutto sottolineando che l’opera e’ rivolta a ciascuno di noi, che non si tratta di un’opera del passato senza alcun rapporto con il nostro presente. Citiamo direttamente dalla sua lezione, per non tradire il suo pensiero: “Dev’essere un dialogo, dev’essere quella cosa che io ho intuito a 11 anni. Perche’ io avevo, anzi oggi ancora di piu’ ho, delle domande sulla vita, io ho bisogno di capire cosa sia l’amore per una donna, io ho bisogno di sapere che cosa sia l’amicizia vera, io ho bisogno di sapere perche’ la tristezza a volte la sera ti rende amara la vita, io voglio sapere perche’ il mio cuore desidera cosi’ tanto da sentirsi sempre inappagato, io voglio sapere che cosa mi commuove cosi’ profondamente se la Olga legge Dante in quel modo … Io ho un sacco di domande e la scoperta che ho fatto e’ che Dante risponde, Manzoni risponde, Giotto risponde, tutta l’arte risponde e la vita diventa questo continuo, infinito dialogo. Dante questo lo sa e scrive la Divina Commedia perche’ vuole entrare in dialogo con chi la leggera’, col lettore, quindi con ciascuno di voi. Ma se pensate di entrare nella Divina Commedia senza nessuna domanda, voi rimarrete fuori, non entrerete mai.”

E ancora, ecco come ha spiegato il titolo del suo libro e della lezione: “Il grande tema della Divina Commedia si potrebbe sintetizzare con una parola, e cioe’ con la parola “desiderio”. Non dovete mai perdere di vista questa parola. Il tema della Divina Commedia e’ questo: l’uomo e’ desiderio. In latino sidera sono le stelle. Pensate, la parola desiderio ha dentro la parola stelle, ogni desiderio, dal piu’ banale. Faccio sempre questo esempio, come il desiderio che ho io adesso di bere un po’ d’acqua, questo desiderio … La parola desiderio descrive la struttura del rapporto tra me e l’acqua. L’acqua in me desta una attrattiva e io capisco, di fronte all’acqua, che cosa sia la sete, cioe’ si chiarisce il mio bisogno. E questo incontro tra l’oggetto e il bisogno che ho di quell’oggetto diventa un movimento,cioe’ io mi muovo verso l’oggetto di cui ho bisogno. Questo e’ il desiderio, per cui in realta’, anche il desiderio di un bicchiere d’acqua perche’ ho sete descrive la dinamica, la struttura del rapporto tra me e mia moglie, tra me e i miei figli, tra me e il cielo stellato. Dante per spiegare questo ha scelto un modo poetico, che e’ quello di firmare con una certa parola le tre cantiche della sua opera. L’ultimo verso dell’Inferno e’ uscimmo fuori a riveder le stelle. L’ultimo verso del Purgatorio e’ puro e disposto a salire alle stelle. L’ultimo verso del Paradiso e’ l’amor che move il sole e l’altre stelle. Ora, per un uomo come Dante decidere di chiudere le tre cantiche con la stessa parola, stelle, evidentemente e’ una scelta pesantissima, e’ una dichiarazione poetica: di che cosa parla la mia opera? Di te, del tuo desiderio, del tuo rapporto con le stelle.”

Speriamo davvero di poter nuovamente ospitare Franco Nembrini in un futuro non troppo lontano.

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Aprile 2013 -Pubblicazione del libro di Franco Nembrini “Di padre in figlio”

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