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Ospiti inaspettati all’orfanotrofio n 6

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16.07.2015

Quest’anno i ragazzi dell’orfanotrofio 6 hanno potuto festeggiare la festa di San Giovanni Battista (Ivan Kupala) non solo con i tradizionali allegri gavettoni e inseguimenti, ma anche guardando i cartoni animati della Pixar e giocando con i volontari della ONG italiana “Bambini nel deserto” . I quattro volontari (Francesca, Jo?o, Simona e Davide) stanno percorrendo una originale “via della seta”, attraverso Europa e Russia fino in Mongolia, nel quadro del progetto “Cinema del deserto”. La loro “seta” sono il cinema, i giochi, i giochi di prestigio e i dialoghi con grandi e piccoli. La Mongolia e’ il punto pi? lontano che sono in grado di raggiungere raggiungere via terra con il loro camion, un mezzo di 40 anni che chiamano scherzosamente Meggy e che pesa 9 tonnellate. Si fermeranno nella capitale del Paese, Ulan-Bator, e da l? intendono visitare i villaggi pi? isolati, dove i mezzi di comunicazione non sono molto sviluppati, per proiettare documentari sull’ambiente, sugli animali e sui propri viaggi, e cartoni animati per gli spettatori pi? piccoli. Per questo trasportano due grandi schermi e un proiettore a energia solare (perch? le proiezioni possano svolgersi anche all’aperto). I volontari sono partiti da Parigi tre mesi fa e si sono lasciati alle spalle non pochi Paesi: Ungheria, Romania, Bulgaria, Turchia, Georgia, e poi in Russia Volgograd, Saratov, Samara, Ufa, Omsk e finalmente Novosibirsk. Il viaggio di andata e ritorno dovrebbe durare circa otto mesi per un percorso totale di 30.000 chilometri.

Lungo il percorso, hanno pensato di cercare in ogni citt? in cui si fermano delle organizzazioni che operano in campo sociale per proporre le proprie attivit?.

Tramite Maksora hanno potuto visitare la colonia estiva “Smena”, dove sono in vacanza i ragazzi dell’orfanotrofio n. 5. La sola comparsa degli ospiti, sul loro grande camion adornato delle fotografie delle passate spedizioni in vari Paesi africani, attrezzato per poterci vivere, ha entusiasmato e quasi sconcertato i ragazzi. Non riuscivano a immaginarsi come e’ possibile vivere in un camion e percorrere distanze cos? grandi, senza conoscere la lingua dei Paesi in cui si passa e senza contatti.

Il pomeriggio e’ cominciato con la presentazione dell’organizzazione “Bambini nel deserto”. I volontari hanno proiettato su un grande schermo (appeso con mezzi di fortuna – due forchette – nella mensa della colonia) un breve video su come si sono preparati al viaggio. Francesca e Simona si sono mascherate da clown e hanno fatto una piccola scenetta per spiegare visualmente, mimandolo, quanto raccontato nel video. L’aspetto variopinto delle due ragazze e i loro sorrisi hanno suscitato l’allegria dei giovani spettatori.

E’ seguita la proezione di una bella selezione di cartoni animati della Pixar: i personaggi, facilmente riconoscibili, hanno riscosso l’approvazione e la simpatia del pubblico, la loro immedesimazione nelle varie situazioni. Sia le educatrici che i ragazzi si sono divertiti. Dopo tanto ridere, i ragazzi sono passati ai giochi preparati per loro dai loro ospiti stranieri. Abbiamo giocato a “Smorfia”, cercando tra le carte sparse sui tavoli quella corrispondente alla smorfia imitata dal compagno di turno. Il gioco e’ imitando e indovinando le smorfie. E chi si e’ divertito di pi? davanti agli sforzi di imitazione dei ragazzi sono stati forse i loro educatori. Un altro gruppo di ragazzi si e’ offerto volontario per colorare due sagome con i colori delle bandiere italiana e russa. Le sagome verranno aggiunte a quelle colorate con tutte le altre bandiere dei Paesi attraversati e verranno poi utilizzate per formare una originale mappa del percorso seguito.

I volontari hanno scelto per l’incontro un formato che implicasse il minimo necessario di parole, ma molta visualizzazione e molto movimento. E poi e’ arrivata la sorpresa: un grande scivolo gonfiabile che i volontari portano sempre con se nei loro viaggio. E poi ogni cosa e’ diventata strumento di gioco: la corda per legare il gonfiabile e’ stata usata come corda per saltare, e perfino un semplice trucco con due tappi di sughero ha trattenuto a lungo l’attenzione. Grande interesse hanno suscitato i due cani, Jari e Juma, che viaggiano sempre con Davide e Francesca. Davide ha detto che i cani, abituati ad essere circondati dai bambini, facilitano molto il contatto con loro.

Per quanto stranieri, gli ospiti sono riusciti ha trovare un modo per comunicare con i ragazzi dell’orfanotrofio n. 6, grazie ai giochi, alle immagini e agli animali. E naturalmente prima di andarsene hanno dovuto mostrare ai ragazzi la loro casa mobile e rispondere alle loro mille domande sul viaggio, sui cani, sull’Italia e su molto altri ancora. I saluti sono durati a lungo, con abbracci di addio e auguri, e addirittura con qualche parola in italiano imparata al volo.

“Bambini nel deserto” ha cos? svolto il proprio compito: non solo ha regalato ai bambini la gioia di giocare insieme e di guardare insieme un po’ di cinema, ma anche sollevato una tenda su una cultura diversa, e per questo siamo loro molto grati. Speriamo di incontrare di nuovo questi nuovi amici, non nel deserto ma a Novosibirsk, e facciamo loro tanti auguri per il prosieguo della loro avventura.

Il reportage fotografico, i resoconti dei viaggi di "Bambini nel deserto" e una descrizione dettagliata del progetto "Cinema nel deserto" sono disponibili ai seguenti link:

Silk Road

Mission Mongolia

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Aprile 2013 -Pubblicazione del libro di Franco Nembrini “Di padre in figlio”

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